Percorso n28

Corella - Giogo di Corella- Campogianni

Info Utili:

Luogo di partenza: Borgo S. Lorenzo(Fi), quota 193 m. slm.
Luogo di max. altezza: Giogo di Corella 1121 m. slm.
Luogo di arrivo:
Borgo S. Lorenzo(Fi), quota 193 m. slm.
Durata totale uscita:
4,10 ore
Dislivello totale in salita: N.R.
Periodo consigliato: Marzo - Ottobre

Caratteristiche:
Il percorso è molto panoramico, il fondo è vario, si passa dal primo tratto su asfalto ad una lunga strada bianca, poi un buon single trek ed infine asfalto fino a casa.


Panorama


Foratura ....


Tratto in "cresta"


Sosta alla fonte del Giogo di Corella.

 


Partenza da Borgo S. Lorenzo (193 m), in direzione Vicchio sulla S.S.551, si prosegue fino alle balze di Dicomano e da qui si svolta a Sx percorrendo la prima salita asfaltata in direzione Ampinana, dopo circa un chilometro la strada diventa bianca, la salita è graduale fino alla Croce di Ampinana. Da qui si scende fino al paese di Corella, lungo la discesa sono ancora visibili le rovine del castello Belforte distrutto dai Fiorentini nel medio Evo. Arrivati in prossimità del cimitero svoltiamo a Dx in salita, e subito su asfalto affrontiamo delle belle rampe impegnative, poi la strada si fa più dolce e diventa sterrata. Dal Paletaio si prosegue in salita per circa 6 Km fino ad arrivare alla stazione del Metanodotto, lo scenario sulla vallata è un paesaggio da cartolina. Lasciando la stazione sulla dx ci inerpichiamo sulla bella sterrata (g12g)che prosegue in salita. Da qui si alternano tratti pedalati a tratti da spingere causa fondo sconnesso abbinato ad una forte pendenza, ben presto percorrendo il sentiero nel bosco arriviamo alla fonte del Giogo di Corella. Ormai manca poco alla vetta, infatti dopo circa 500m di trecking con la bici a spinta arriviamo al quadrivio del Giogo di Corella. Prendiamo verso sx il sent. (g00g) che percorriamo per circa un Km tenendosi sulla sx e tralasciando il sentiero sulla dx che porterebbe a Porcellecchi. Prendiamo a sx il sentiero (g16g) che ci porta in discesa fino al passo di Campogianni, il fondo è in gran parte in single trek e solo giù in basso si apre su ampia carrareccia.

A breve dopo la bella discesa ci immettiamo sulla strada che da Corella porta a Villore, svoltiamo a dx e dopo poche centinaia di metri siamo in cima a Campogianni. Dopo aver scollinato, una lunga ed impegnativa discesa fra maestosi castagni e scorci panoramici sui contrafforti appenninici ci portano in un batter d'occhio a Villore. Alla bottega si svolta a sx per Vicchio e da qui "fiato alle trombe" per i passisti, con la strada a favore la media si alza di botto.

arrivati al bivio sulla statale si svolta a dx verso Vicchio e da qui non rimane che percorrere la strada asfaltata per il rientro a Borgo S. Lorenzo.

Ambiente e storia del luogo:

Ampinana: Della possente Rocca dei Guidi (XI sec.) non restano ormai che introvabili tracce sul colle a Nord Est della chiesa di San Michele ad Ampinana che si raggiunge dal retro dove si nota il campanile a vela, di mattoni.  La facciata a capanna con rosone circolare si affaccia su un piccolo sagrato, aia della canonica; anche se sul colmo del tetto resta una croce in ferro battuto, due ferri di cavallo inchiodati sulla porta fanno pensare ad una sua completa privatizzazione. La chiesa di San Michele ad Ampinana, situata su un colle, conserva al suo interno una croce processionale in bronzo dorato, con incisioni raffiguranti la Madonna, San Giovanni e i simboli dei quattro Evangelisti. Un tempo la chiesa custodiva una tela con San Michele, oggi dispersa.

Corella: La frazione di Corella dà o prende dall'omonimo fiume che lambisce l'abitato, un piccolo agglomerato di case che vanta una Pieve che ha rivestito grande importanza dalla seconda metà del XIII fino alla prima del XX secolo. L’ antica Pieve di S. Martino a Corella, di cui si ha notizia già in una bolla papale del 1184, doveva essere ubicata più a valle dell’attuale e venne abbandonata nel ‘700 a causa della precarietà delle strutture.La nuova, eretta nei pressi dell’attuale cimitero, non ebbe tuttavia miglior fortuna, vittima come tante altre del terremoto del 1919 nel quale perse la vita anche l’allora pievano. Oggi la pieve si presenta recentemente restaurata, con il campanile a torre, la porta d’ingresso lunettata ed un rosone con l’immagine del Santo patrono al centro della facciata. L’interno è a tre navate scandite da archi a tutto sesto, con ampio presbiterio e due cappelle laterali.

Testo, dati e impaginazione a cura di A.S.

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